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In sede di determinazione del luogo nel quale esercitare la pratica del progetto, si è deciso di operare su di un edificio che possedeva, per significati storici e caratteristiche intrinseche, le potenzialità ad essere progettato secondo le direzioni del tema di concorso. L’edificio, l’ex Caffè Boccioni, è situato nel centro urbano di Reggio Calabria, in un lotto prospiciente Via Garibaldi, corso principale della città; in stile liberty e chiuso ai lati da preesistenze di medesime caratteristiche, l’edificio fu distrutto attorno agli anni ’60 da un incendio che determinò la fine dell’attività commerciale per la quale era sorto. Rimasto per anni chiuso e con i segni evidenti del disastro che l’aveva colpito, l’edificio recentemente è stato ristrutturato per essere adibito ad una nuova destinazione d’uso diversa da quella del caffè. Ci si è confrontati con le mode, con le aree che influenzano la cultura giovanile, dal rock al cinema, dall’arte al teatro ponendo un occhio di riguardo sull’opera di Umberto Boccioni, ispiratore dei concetti di dinamismo e temporalità che il progetto vuole esprimere. Tali considerazioni hanno indirizzato l’idea della forma e del modo di intendere il disco-club come contenitore di energie creative, come manifesto di una condizione giovanile in emergenza e in continuo divenire. Il cafè Musique Boccioni è la rappresentazione della “scatola muraria” in momenti differenti nel tempo e nello spazio. Per muovere lo spazio è lo spettatore che deve muoversi, attraversando il corpo architettonico e scoprendone i caratteri. Dalla facciata originaria, conservata per mantenere la memoria storica dell’originario caffè Boccioni, si accede ad un primo volume di forma cubica e inclinato, all’interno del quale si ha la prima manifestazione dell’evento spazio-temporale: una porzione di una nuova “scatola” cubica aggetta minacciosa all’interno del grande invaso, frantumandone il piano intermedio e ponendo lo spettatore-attore al centro della dinamica spaziale, “congelata” nel momento più critico. In questo primo volume è la sala del café Musique. Distribuita su due livelli mediante un vano scala e un ascensore, al piano terra è lo spazio, non più canonico, del ballo; al piano superiore quello più raccolto dei tavolini e delle sedute. Da questo piano è possibile accedere al grande cubo sospeso: una sala in grado di creare ambienti virtuali con diverse configurazioni che variano in base ai movimenti dei visitatori. Superato il primo grande volume, ci si trova in uno spazio compresso, allungato e fortemente ascensionale destinato ad area espositiva, nel quale l’evento spaziale ha una nuova prospettiva e mostra la dinamica della sua trasformazione, solidificata nell’istante precedente a quello cui si assiste nel volume principale. Proseguendo lungo la longitudinale del progetto si accede al blocco parallelepipedo dei servizi, diaframma funzionale del sistema, e da questo al patio privato: altro spazio compresso e ascendente che, momento terminale del percorso al pian terreno, si pone come luogo del ritrovo all’aperto, spazio della considerazione e della comprensione dell’esperienza spaziale vissuta. Il corpo del diaframma distribuisce ai vari piani la direzione, i servizi igienici e il deposito e permette di accedere alla sala virtuale, restituendo all’attore che frequenta il café Musique un coinvolgimento completo dell’opera e dello spazio in un attraversamento completo del corpo architettonico.
2004
Concorso U33 – Gli spazi della notte, Parma
“Cafè music Boccioni”
Arch. Orazio Trovato